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 Notizie - FEBBRAIO 2018

In questa sezione sono elencat tutte le news mensili relative alla parrocchia e al sito.
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-SECONDA DOMENICA DEL SACRO TEMPO DI QUARESIMA

Sassari
25/02/2018



+ IIa DOMENICA +

«QUESTI E' IL FIGLIO MIO,L'AMATO: ASCOLTATELO!»

Marco 9,7
    

+ VANGELO SECONDO MARCO (Mc 9,2-10)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.



COMMENTO ALLE LETTURE DELLA DOMENICA

Alla rivelazione della sua identità di Messia sofferente Gesù aggiunge quella della sua dignità divina e si trasfigura davanti a tre discepoli, che rimangono stupefatti per lo splendore delle sue vesti e per la presenza di Mosé ed Elìa. Gesù è riconosciuto non solo "centro" della rivelazione dell’Antico Testamento, ma "vertice" di tutta la Rivelazione nella sua dignità di Figlio di Dio e perciò di rivelatore: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!» (Vangelo). Come conciliare tanta gloria con la sofferenza, il disprezzo e la morte di Gesù? Il racconto della vita di Abramo in relazione al sacrificio del figlio Isacco è quanto di meglio si possa trovare all’interno della Bibbia per armonizzare l’amore paterno con l’amore-obbedienza alla volontà di Dio (I Lettura). San Paolo se ne serve per illustrare l’incomprensibile amore di Dio, «che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi» (II Lettura). La pesantezza della redenzione, che si riflette nella passione e morte del Signore, non ha lo scopo di mostrarci la severità di Dio, ma di esprimere in modo eminente la "gratuità" della sua azione salvifica.

Ascolta l’omelia in formato MP3 presente in fondo alla news o nella sezione "la Voce"

SACRO TEMPO DELLA QUARESIMA

+ MERCOLEDI’ DELLE CENERI E VENERDI’ SANTO: DIGIUNO E ASTINENZA

+ TUTTI I VENERDI’ DOPO LA S. MESSA DELLE 18:00: VIA CRUCIS

+ TUTTI I VENERDI’: ASTINENZA DALLE CARNI


Dalla Costituzione Apostolica Paenitemini - Paolo PP VI (1966) e NOTA CEI

DIGIUNO (dai maggiorenni ai 60 anni incominciati):
La legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate.

ASTINENZA (dai 14 anni in poi):
La legge dell'astinenza proibisce l'uso delle carni, non però l'uso delle uova, dei latticini e di qualsiasi condimento anche di grasso di animale.

>> Scarica la NOTA PASTORALE CEI del 4 ottobre 1994 "Il senso cristiano del digiuno e dell'astinenza" cliccando qui.



PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE 2018

Per il prossimo anno la parrocchia organizza un pellegrinaggio con un tour della Sicilia e l’Isola di Malta dal 1 luglio 2018 al 12 luglio 2018.

Per scaricare il programma dettagliato cliccare qui o visitare la sezione "Pellegrinaggi".




-PRIMA DOMENICA DEL SACRO TEMPO DI QUARESIMA

Sassari
17/02/2018



+ Ia DOMENICA +

«CONVERTITEVI E CREDETE NEL VANGELO»

Marco 1,15
    

+ VANGELO SECONDO MARCO (Mc 1,12-15)

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».



COMMENTO ALLE LETTURE DELLA DOMENICA

L'Arcobaleno ben visibile dopo un temporale, diventa nel racconto biblico del diluvio «il segno dell’alleanza tra Dio e la terra». La santità di Dio è incompatibile con il male, ma non elimina l’uomo, sua "immagine", che considera suo "alleato" per sempre fino a unirlo con sé in Cristo, incarnato, morto e risorto per noi «per ricondurci a Dio». «Reso vivo nello Spirito», Gesù porta, dunque, la salvezza a tutta l’umanità. Da strumento di morte nel diluvio, l’acqua diventa così «figura del battesimo, che ora salva», «invocazione di salvezza rivolta a Dio». All’inizio della sua vita pubblica, lo Spirito vivificante, disceso su Gesù al Giordano, «lo sospinge nel deserto», per distruggere il regno di Satana. Marco mostra che Satana nulla può conto di lui; le sue tentazioni non lo raggiungono. La violenza del male è infranta: Gesù «stava con le fiere e gli angeli lo servivano». Con Gesù tutto è cambiato: «il regno di Dio è presente», Satana non regna più. Questo è il Vangelo che Gesù annuncia e al quale dobbiamo "credere", all’opposto di coloro che «avevano un tempo rifiutato di credere».

Ascolta l’omelia in formato MP3 presente in fondo alla news o nella sezione "la Voce"

INVITO DEL SANTO PADRE A PREGHIERA E DIGIUNO VENERDI' 23 FEBBRAIO

Dall'Angelus di Papa Francesco di Domenica 4 febbraio 2018:

Dinanzi al tragico protrarsi di situazioni di conflitto in diverse parti del mondo, invito tutti i fedeli ad una speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace il 23 febbraio prossimo, venerdì della Prima Settimana di Quaresima. La offriremo in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan. Come in altre occasioni simili, invito anche i fratelli e le sorelle non cattolici e non cristiani ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune, ma tutti insieme. Il nostro Padre celeste ascolta sempre i suoi figli che gridano a Lui nel dolore e nell’angoscia, «risana i cuori affranti e fascia le loro ferite» (Sal 147,3). Rivolgo un accorato appello perché anche noi ascoltiamo questo grido e, ciascuno nella propria coscienza, davanti a Dio, ci domandiamo: "Che cosa posso fare io per la pace?". Sicuramente possiamo pregare; ma non solo: ognuno può dire concretamente "no" alla violenza per quanto dipende da lui o da lei. Perché le vittorie ottenute con la violenza sono false vittorie; mentre lavorare per la pace fa bene a tutti!


SABATO 24 FEBBRAIO: OMAGGIO AL CIMITERO PER DON BAZZONI

Sabato 24 febbraio partenza alle ore 9:30 per il Cimitero di Sassari dove sarà celebrata la S. Messa nella Cappella ed al termine la deposizione di un omaggio floreale sulla tomba del parroco fondatore Don Antonio Bazzoni.


SACRO TEMPO DELLA QUARESIMA

Gesù ha liberato l'uomo da Satana

«CONVERTICI a te e noi ritorneremo». Questi i due termini che riassumono il cammino della Quaresima: conversione per un ritorno a noi stessi, agli altri, e soprattutto a Dio che ci chiama per una vita vera. Spesso si vede la Quaresima con una veste di lutto e di mestizia. Essa invece si presenta come un tempo di ottimismo nel quale si ricorda il significato della vita umana: entrare nella sfera divina, rinascere dall’acqua e dallo Spirito, vivere una liberazione totale che porti alla divinizzazione dell’uomo. La Quaresima, nata come cammino di preparazione al Battesimo per i catecumeni, ci invita ogni anno a prendere coscienza di come, proprio grazie a questo sacramento, anche noi discendiamo con Gesù Cristo in ogni angolo del nostro tempo perché sia divinizzato. Ogni cristiano è chiamato a riscoprire in questo periodo liturgico la propria dignità battesimale, perché la Quaresima è «Segno sacramentale della nostra conversione» (Colletta I Quaresima). Il Vangelo delle tentazioni di Gesù, che troviamo ogni anno nella prima Domenica di Quaresima, ci mostra le tappe di questa conversione. Le tentazioni sono quelle dell’uomo di tutti i tempi: assolutizzare un aspetto della vita assecondandogli tutto il resto; la fame, il potere e la sostituzione di Dio con i propri idoli sono seduzioni di satana che vuole allontanarci da Dio. Gesù entra come noi nella tentazione, ma ci mostra la sua vittoria. Sappiamo di dover affrontare la prova, ma anche di vincere con Gesù e con Lui tornare a Dio, perché «Gesù da te ha preso la sua tentazione, da sé la sua vittoria», dice Sant’Agostino.



SACRO TEMPO DELLA QUARESIMA

+ MERCOLEDI’ DELLE CENERI E VENERDI’ SANTO: DIGIUNO E ASTINENZA

+ TUTTI I VENERDI’ DOPO LA S. MESSA DELLE 18:00: VIA CRUCIS

+ TUTTI I VENERDI’: ASTINENZA DALLE CARNI


Dalla Costituzione Apostolica Paenitemini - Paolo PP VI (1966) e NOTA CEI

DIGIUNO (dai maggiorenni ai 60 anni incominciati):
La legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate.

ASTINENZA (dai 14 anni in poi):
La legge dell'astinenza proibisce l'uso delle carni, non però l'uso delle uova, dei latticini e di qualsiasi condimento anche di grasso di animale.

>> Scarica la NOTA PASTORALE CEI del 4 ottobre 1994 "Il senso cristiano del digiuno e dell'astinenza" cliccando qui.



PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE 2018

Per il prossimo anno la parrocchia organizza un pellegrinaggio con un tour della Sicilia e l’Isola di Malta dal 1 luglio 2018 al 12 luglio 2018.

Per scaricare il programma dettagliato cliccare qui o visitare la sezione "Pellegrinaggi".




-SESTA DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Sassari
10/02/2018



+ VIa DOMENICA +

FESTA DI N. S. DI LOURDES

XXVIma GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

«LO VOGLIO, SII PURIFICATO!»

Marco 1,41
    

+ VANGELO SECONDO MARCO (Mc 1,40-45)

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.



COMMENTO ALLE LETTURE DELLA DOMENICA

Forse potrebbe sorprendere ritrovare, in un testo antico come il Levìtico oggi proposto dalla liturgia, temi vicini a noi quale può essere quello della emarginazione sociale. Il lebbroso, che la tradizione d’Israele considera alla stregua di un morto, di un cadavere ambulante, era obbligato dalla legge, durante tutto il tempo della sua malattia (che quasi durava fino alla morte) a non accedere ai villaggi, a vestire in un certo modo, a coprirsi la barba, a gridare alla vista di un’altra persona: «Immondo! Immondo! » al fine di farsi evitare. Gesù, invece, incarnando una logica "accogliente" e davvero "inclusiva", supera le norme esistenti rispetto agli emarginati, tocca il lebbroso, lo guarisce e lo reintegra nella vita civile. Ai Corinti, san Paolo, seguendo Gesù, rivolge anch’egli una parola che ha per fine quello di rimuovere ogni esclusione ed emarginazione, esortando chi lo ascolta a eliminare tutto quanto porta alla divisione tra le persone, avendo cura di non scandalizzare nessuno e di farsi tutto a tutti per la gloria di Dio.

SABATO 10 FEBBRAIO: 10° ANNIVERSARIO DI DON BAZZONI

Sabato 10 febbraio ricorre il 10° Anniversario della morte di Don Antonio Bazzoni (1922-2008), parroco fondatore. In occasione di questo ricordo ci sarà anche la prima visita in Parrocchia di Mons. Gian Franco Saba, Arcivescovo Metropolita di Sassari che presiederà la S. Messa solenne alle ore 18:00.
Al termine ci sarà la fiaccolata in onore a Nostra Signora di Lourdes verso la Grotta presente nei giardini parrocchiali.

Clicca qui per scaricare il ricordo di Don Antonio Bazzoni scritto per questo anniversario da Mons. Pietro Meloni, Vescovo Emerito.

Domenica 11 febbraio alle ore 10:00, VI Domenica Tempo Ordinario, XXVIma Giornata Mondiale del Malato e Festa di N.S. di Lourdes, sarà celebrata la S. Messa con gli ammalati e al termine ci sarà la visita alla Grotta.



XXVIma GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

MATER ECCLESIAE: «"ECCO TUO FIGLIO ... ECCO TUA MADRE". E DA QUELL'ORA IL DISCEPOLO L'ACCOLSE CON SÉ ...» (Gv 19, 26-27)

L’11 febbraio di quest’anno ricorrono i 160 anni dalle apparizioni di Lourdes (1858). La Vergine Santa si mostrò alla giovane Bernadette Soubirous presentandosi ad essa con il titolo di Immacolata Concezione, confermando di fatto quanto era stato definito come dogma dal Beato Papa Pio IX, appena quattro anni prima (1854). La presenza di Maria a Lourdes è stata, fin dal primo momento, grazie anche alla testimonianza semplice e bella, ma allo stesso tempo faticosa e travagliata di Bernadette, legata al fiducioso affidamento che i fedeli fanno della propria vita a Lei, Madre del Signore, per consegnarle le proprie sofferenze, i propri dolori, le proprie malattie sia fisiche che spirituali. Fin dai primi tempi, numerosissimi pellegrini, alcuni di essi colpiti da gravi infermità, hanno raggiunto la città francese. È stato principalmente questo il motivo che ha spinto il Papa San Giovanni Paolo II, a disporre che a partire dal 1993 la memoria della Vergine di Lourdes divenisse Giornata Mondiale del Malato. Quest’anno siamo alla XXVI edizione. Tema: «Ecco tuo figlio… Ecco tua madre". E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé». L’invocazione a Maria «Salute degli infermi» manifesta con forza la fede nel potere della Vergine di guarirci dai nostri mali. In effetti, Maria è la Corredentrice del genere umano; e la grazia della Redenzione si estende su tutte le fragilità della condizione umana, conseguenze del peccato.



MERCOLEDI' 14 FEBBRAIO: INIZIO DEL SACRO TEMPO DELLA QUARESIMA

+ MERCOLEDI’ DELLE CENERI E VENERDI’ SANTO: DIGIUNO E ASTINENZA

+ TUTTI I VENERDI’ DOPO LA S. MESSA DELLE 18:00: VIA CRUCIS

+ TUTTI I VENERDI’: ASTINENZA DALLE CARNI


Dalla Costituzione Apostolica Paenitemini - Paolo PP VI (1966)

DIGIUNO (dai 21 ai 60 anni incominciati):
La legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate.

ASTINENZA (dai 14 anni in poi):
La legge dell'astinenza proibisce l'uso delle carni, non però l'uso delle uova, dei latticini e di qualsiasi condimento anche di grasso di animale.



PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE 2018

Per il prossimo anno la parrocchia organizza un pellegrinaggio con un tour della Sicilia e l’Isola di Malta dal 1 luglio 2018 al 12 luglio 2018.

Per scaricare il programma dettagliato cliccare qui o visitare la sezione "Pellegrinaggi".




-QUINTA DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Sassari
03/02/2018



+ Va DOMENICA +

40ma GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA

«ANDIAMOCENE ALTROVE, NEI VILLAGGI VICINI, PERCHE' IO PREDICHI ANCHE LA'»

Marco 1,38
    

+ VANGELO SECONDO MARCO (Mc 1,29-39)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.



COMMENTO ALLE LETTURE DELLA DOMENICA

Oggi il Vangelo ci presenta un episodio che rivela la grande umanità di Gesù: la suocera di Pietro giace a letto ammalata e il Signore, con un gesto tanto semplice quanto affettuoso, la prende per mano, la solleva e la risana dalla febbre. Quello che potrebbe apparire solo un prodigio, frutto della potenza di Cristo, o un gesto di amicizia, in realtà è l’occasione per l’evangelista Marco di riproporre la finalità dei miracoli: suscitare la fede e la sequela. La suocera di Pietro, risanata, si pone al servizio di Gesù! Il miracolo, secondo il Signore, non è mai un segno eclatante, è, invece, un momento nel quale una persona, percependo in maniera forte l’amore di Dio, comprende che la vita deve essere riferita a lui; che la gioia e la stabilità vere si hanno nell’ascoltare la sua Parola, che altri hanno diritto a questa grazia e ci si deve impegnare nella testimonianza del Vangelo. In questo modo lo sconforto e la "ricompensa" sospirata da Giobbe (I Lettura) potrà trasformarsi nella lode per ciò che può fare il Signore.

40ma GIORNATA NAZIONALE PER LA VIA

«Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25,40). Santa Madre Teresa di Calcutta definiva il bambino non ancora nato «il più povero tra i poveri». L’embrione, essere umano indifeso e senza voce, è bambino addirittura invisibile se non al microscopio. Ma dal concepimento fino alla fine, siamo davanti a una persona con la sua inviolabile dignità e la sua anima immortale, indipendentemente dal grado di sviluppo e dalle sue capacità. I numeri dell’aborto hanno spostato il Golgota a Betlemme: oggi sono crocifissi i piccoli nella loro innocenza. Casa Betlemme è un «ospedale da campo» che ho aperto ai tempi del Concilio Vaticano II, per accogliere le maternità più difficili. Testimoniando una Chiesa in uscita, allargai l’esperienza in un personale servizio alla "maternità senza frontiere", nelle periferie esistenziali e in mezzo alle guerre. Nessuna donna è tornata pentita di aver accolto la vita: né l’undicenne incinta né la prostituta né la vittima di violenza. Mi sono fatta carico anche delle maternità negate: le donne che mi portano il tormento di un aborto le aiuto con il balsamo della misericordia e lo sguardo della trascendenza, perché Gesù è l’unico "farmaco" capace di guarire il cuore da quella ferita viscerale. La scienza ha capito che la prevenzione non sta in una maggior diffusione della contraccezione, ma in una diversa visione della sessualità e fecondità, da vivere nell’esercizio della virtù con i metodi naturali: «istruire gli ignoranti» oggi è urgente opera di misericordia spirituale. Riconciliando la creatura con il Creatore e insegnando che l’uomo non è dominato dalla concupiscenza ma redento da Cristo.


"IL VANGELO DELLA VITA, GIOIA PER IL MONDO"
Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 40a Giornata Nazionale per la Vita

"L’amore dà sempre vita": quest’affermazione di Papa Francesco, che apre il capitolo quinto dell’Amoris laetitia, ci introduce nella celebrazione della Giornata della Vita 2018, incentrata sul tema "Il Vangelo della vita, gioia per il mondo". Vogliamo porre al centro della nostra riflessione credente la Parola di Dio, consegnata a noi nelle Sacre Scritture, unica via per trovare il senso della vita, frutto dell’Amore e generatrice di gioia. La gioia che il Vangelo della vita può testimoniare al mondo, è dono di Dio e compito affidato all’uomo; dono di Dio in quanto legato alla stessa rivelazione cristiana, compito poiché ne richiede la responsabilità.

Formati dall’Amore
La novità della vita e la gioia che essa genera sono possibili solo grazie all’agire divino. È suo dono e, come tale, oggetto di richiesta nella preghiera dei discepoli: "Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena" (Gv 16,24). La grazia della gioia è il frutto di una vita vissuta nella consapevolezza di essere figli che si consegnano con fiducia e si lasciano "formare" dall’amore di Dio Padre, che insegna a far festa e rallegrarsi per il ritorno di chi era perduto (cf. Lc 15,32); figli che vivono nel timore del Signore, come insegnano i sapienti di Israele: «Il timore del Signore allieta il cuore e dà contentezza, gioia e lunga vita» (Sir 1,10). Ancora, è l’esito di un’esistenza "cristica", abitata dallo stesso sentire di Gesù, secondo le parole dell’Apostolo: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù», che si è fatto servo per amore (cf. Fil 2,5-6). Timore del Signore e servizio reso a Dio e ai fratelli al modo di Gesù sono i poli di un’esistenza che diviene Vangelo della vita, buona notizia, capace di portare la gioia grande, che è di tutto il popolo (cf. Lc 2,10-13).  

Il lessico nuovo della relazione
I segni di una cultura chiusa all’incontro, avverte il Santo Padre, gridano nella ricerca esasperata di interessi personali o di parte, nelle aggressioni contro le donne, nell’indifferenza verso i poveri e i migranti, nelle violenze contro la vita dei bambini sin dal concepimento e degli anziani segnati da un’estrema fragilità. Egli ricorda che solo una comunità dal respiro evangelico è capace di trasformare la realtà e guarire dal dramma dell’aborto e dell’eutanasia; una comunità che sa farsi "samaritana" chinandosi sulla storia umana lacerata, ferita, scoraggiata; una comunità che con il salmista riconosce: «Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra» (Sal 16,11). Di questa vita il mondo di oggi, spesso senza riconoscerlo, ha enorme bisogno per cui si aspetta dai cristiani l’annuncio della buona notizia per vincere la cultura della tristezza e dell’individualismo, che mina le basi di ogni relazione. Punto iniziale per testimoniare il Vangelo della vita e della gioia è vivere con cuore grato la fatica dell’esistenza umana, senza ingenuità né illusorie autoreferenzialità. Il credente, divenuto discepolo del Regno, mentre impara a confrontarsi continuamente con le asprezze della storia, si interroga e cerca risposte di verità. In questo cammino di ricerca sperimenta che stare con il Maestro, rimanere con Lui (cf. Mc 3,14; Gv 1,39) lo conduce a gestire la realtà e a viverla bene, in modo sapiente, contando su una concezione delle relazioni non generica e temporanea, bensì cristianamente limpida e incisiva. La Chiesa intera e in essa le famiglie cristiane, che hanno appreso il lessico nuovo della relazione evangelica e fatto proprie le parole dell’accoglienza della vita, della gratuità e della generosità, del perdono reciproco e della misericordia, guardano alla gioia degli uomini perché il loro compito è annunciare la buona notizia, il Vangelo. Un annuncio dell’amore paterno e materno che sempre dà vita, che contagia gioia e vince ogni tristezza.



SABATO 10 FEBBRAIO: 10° ANNIVERSARIO DI DON BAZZONI

Sabato 10 febbraio ricorre il 10° Anniversario della morte di Don Antonio Bazzoni (1922-2008), parroco fondatore. In occasione di questo ricordo ci sarà anche la prima visita in Parrocchia di Mons. Gian Franco Saba, Arcivescovo Metropolita di Sassari che presiederà la S. Messa solenne alle ore 18:00.
Al termine ci sarà la fiaccolata in onore a Nostra Signora di Lourdes verso la Grotta presente nei giardini parrocchiali.

Domenica 11 febbraio alle ore 10:00, VI Domenica Tempo Ordinario, XXVIma Giornata Mondiale del Malato e Festa di N.S. di Lourdes, sarà celebrata la S. Messa con gli ammalati e al termine ci sarà la visita alla Grotta.



PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE 2018

Per il prossimo anno la parrocchia organizza un pellegrinaggio con un tour della Sicilia e l’Isola di Malta dal 1 luglio 2018 al 12 luglio 2018.

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