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 Notizie - APRILE 2015

In questa sezione sono elencat tutte le news mensili relative alla parrocchia e al sito.
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-QUARTA DOMENICA DI PASQUA (DEL BUON PASTORE)

Sassari
25/04/2015




+ IVa DOMENICA DI PASQUA +

«IO SONO IL BUON PASTORE, CONOSCO LE MIE PECORE E LE MIE PECORE CONOSCONO ME»

Giovanni 10,14
    

+ VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 10,11-18)

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario che non è pastore e al quale le pecore non appartengono vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».


COMMENTO ALLE LETTURE

«Il Dio della pace, che ha fatto tornare dai morti il pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un’alleanza eterna, il Signore nostro Gesù Cristo, vi renda perfetti in ogni bene»: è l’augurio finale con cui si chiude la Lettera agli Ebrei. L’autore collega la funzione di Cristo, buon Pastore, al suo donarsi alla morte per la salvezza del gregge. In tal modo egli si pone come il suggello dell’alleanza stabilita per sempre dal Padre con l’umanità e il suo sacrificio redentore ha un valore salvifico per ogni tempo. È in virtù del mistero pasquale che Pietro compie un miracolo verso una persona inferma, che i discepoli di Cristo celebrano l’amore del Signore, pur senza vederlo, perché, però, lo percepiscono operante nella storia (II Lettura); che tutta l’umanità può sperare nella salvezza, perché l’ovile del Signore è aperto ad ogni uomo che si lascia guidare dall’amore e dalla misericordia del Signore. «Il buon pastore offre la vita per le pecore». «Gesù parla qui osserva san Giovanni Crisostomo della sua Passione; mostra che essa era necessaria per la salvezza del mondo, e che egli l’avrebbe sofferta di propria volontà e liberamente ».

52ma GIORNATA DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

VOCAZIONI E SANTITA’ - Toccati dalla Bellezza

Il tema della 52 Giornata Mondiale di le vocazioni, che oggi si celebra in tutte le comunità cristiane, è suggerito dalla enciclica di Papa Francesco "Evangelii Gaudium" (nn. 167; 264): «Vocazioni e santità: toccati dalla Bellezza». L’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni della CEI, lo rilancia nello slogan: «È bello con Te!». Esso esprime la forza e la bellezza della relazione con il Signore Gesù che, toccando ogni cuore umano, continua a chiamare e a spargere con abbondanza i semi della Vocazione. La via della Bellezza può essere realmente un cantiere vocazionale sempre nuovo e sempre aperto, per accogliere nuovi cercatori di bellezza e di positività. «Che cos’è la bellezza, che scrittori, poeti, musicisti, artisti contemplano e traducono nel loro linguaggio, se non il riflesso dello splendore del Verbo eterno fatto carne?» (Papa Benedetto XVI). Gesù ha posto la sua tenda tra noi e ha donato se stesso, gratuitamente, per ogni esistenza umana. Nel fascino e nella bellezza di questo amore, oggi come duemila anni orsono, Gesù continua a ripetere: «Vieni e seguimi». «La vocazione è vivere con amore e offrire la propria testimonianza cristiana nelle occupazioni di ogni giorno; questo ci aiuta a diventare santi, ad essere un segno visibile dell’amore di Dio e della sua presenza accanto a ciascuno di noi» (Papa Francesco).




-TERZA DOMENICA DI PASQUA

Sassari
18/04/2015




+ IIIa DOMENICA DI PASQUA +

«DI QUESTO VOI SIETE TESTIMONI»

Luca 24,48
    

+ VANGELO SECONDO LUCA (Lc 24,35-48)

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».


COMMENTO ALLE LETTURE

La Pasqua di Cristo è un "mistero" non solo per la grandezza sovrabbondante di amore e di potenza dimostrata da lui nel consegnarsi alla morte e nel risorgere, per virtù dello Spirito Santo, ma anche per diversi altri risvolti di questo evento. Infatti, come è possibile che un crimine, religioso e politico nello stesso tempo, una sopraffazione violenta e spietata quale è stata la morte del Figlio di Dio abbia potuto diventare un gesto di salvezza? Come si può vincere soccombendo? In che senso tutto ciò può rientrare in un "progetto" di Dio?. Sono i dubbi di sempre, se li ponevano anche i discepoli appena dopo la Passione e la morte di Cristo. A questi dubbi viene incontro non tanto una risposta, ma una voce che proclama «Pace a voi... Bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me»: quando ci si incontra con il mistero di Cristo, le logiche umane devono abbandonarsi alla fiducia nella sapienza di Dio, alla conoscenza di lui, allo stupore per ciò che Dio può fare!

TORINO: DAL 19 APRILE AL 24 GIUGNO OSTENSIONE DELLA SACRA SINDONE

La Sindone è una finestra aperta sul mistero. È il segno della sofferenza e al tempo stesso di un Uomo. Da sempre è stata vista come un pegno prezioso che il Signore ha lasciato sulla terra in ricordo della sua Passione, morte e risurrezione. Nei secoli è stata oggetto di grande devozione, perché ha toccato e conservato il Corpo di Cristo, è stata bagnata dal suo sangue, dalle sue lacrime. La Sindone è un messaggio che Dio rivolge a ciascuno di noi. È un invito a rileggere i Vangeli della Passione per riscoprire nella sua drammaticità la sofferenza dell’Uomo dei dolori, del Giusto per eccellenza. Nelle pieghe di questo lenzuolo, l’uomo ritrova se stesso, il senso della sua esistenza, la ragione della vita e la sua vocazione di figlio di Dio destinato alla gloria. La Sindone insegna anche il rispetto per il corpo, per la sua dignità troppe volte offesa e negata. Quest’anno si tiene un’ostensione solenne del sacro lino. Data l’importanza dell’appuntamento, domenica 21 giugno, nella cattedrale di Torino, sarà presente Papa Francesco per l’ostensione della Sindone, che terminerà il 24 giugno 2015, solennità di san Giovanni Battista, patrono dell’arcidiocesi. Un secondo motivo della visita del Papa a Torino è il bicentenario della nascita di Don Giovanni Bosco, patrono dei giovani.




-FESTA DIVINA MISERICORDIA

Sassari
11/04/2015




+ IIa DOMENICA DI PASQUA +

+ FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA +

«MIO SIGNORE E MIO DIO!»

Giovanni 20,28
    

+ VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.


COMMENTO ALLE LETTURE

La primitiva comunità cristiana, che l’autore sacro ci descrive, è capace di concordia e condivisione perché crede e annuncia che il Signore Gesù è risorto. Così, san Giovanni apostolo, nello scrivere la sua lettera, esorta i cristiani ad amare Cristo e i fratelli in forza dell’amore con il quale Gesù Cristo si è sacrificato. La testimonianza del Signore, grazie al dono dello Spirito Santo, ci dà la possibilità di annunciare l’amore di Dio e di vivere nello stile di Gesù che ci ha aperto le porte della vita eterna. La scena di questo mondo non è la parola definitiva. La fede nella risurrezione ci offre un’ottica privilegiata. La cupidigia del guadagno e lo spirito di divisione perdono il loro fascino, la condivisione e la riconciliazione possono vincere l’odio. Lo Spirito Santo che Cristo dona ai suoi discepoli riuniti nel cenacolo, e l’incontro con Tommaso aprono a noi il cuore della Divina Misericordia. La possibilità di chiedere e donare il perdono ci fa innalzare la lode con il salmista: «Questo è stato fatto dal Signore, una meraviglia ai nostri occhi ».

GITA PARROCCHIALE DEL PRIMO MAGGIO

La parrocchia, come ogni anno, organizza per la festa del primo maggio di S. Giuseppe Lavoratore una gita in una località della Sardegna. Quest’anno ci si recherà nel cuore dell’isola ed in particolare a Tascusì con la visita alla Chiesa della Madonna della Neve e celebrazione della S. Messa. Poi si farà tappa a Tonara con la possibilità di visitare un laboratorio di fabbricazione del torrone, prodotto tipico della località.




-PASQUA DEL SIGNORE GESU' CRISTO

Sassari
05/04/2015




+ DOMENICA DI PASQUA +

+ RISURREZIONE DEL SIGNORE +

«NON ABBIATE PAURA! VOI CERCATE GESÙ NAZARENO, IL CROCIFISSO. È RISORTO, NON È QUI. ECCO IL LUOGO DOVE L'AVEVANO POSTO. MA ANDATE, DITE AI SUOI DISCEPOLI E A PIETRO: "EGLI VI PRECEDE IN GALILEA. LÀ LO VEDRETE, COME VI HA DETTO"»

Marco 16,7
    

+ VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario che era stato sul suo capo non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.


COMMENTO ALLE LETTURE

Celebrando ogni Domenica il mistero pasquale rischiamo di abituarci ad esso e di non coglierne l’importanza per la nostra vita. La liturgia, pur celebrando sempre e solo Cristo morto e risorto, ci offre ogni domenica un colore nuovo di questo mistero. Oggi splende quello della gloria della croce. L’alleanza vagheggiata dal profeta, un’alleanza di perdono per ogni uomo, si realizza nella passione di Cristo, il chicco di grano che muore per produrre il frutto del perdono. La sua croce sembra un fallimento, invece realizza per tutti la nuova ed eterna alleanza di salvezza. Il Padre conferma che solo questa è la gloria che egli dona e chiede: «L’ho glorificato e lo glorificherò», dichiara al mondo la voce dal cielo, proprio quando il Figlio annuncia l’imminenza della sua passione. Essere dov’è il nostro Signore vuol dire seguirlo sulla via della croce, ma con la certezza della gloria della Risurrezione. Vuol dire, come lui, imparare l’obbedienza da quello che soffriamo per vincere con lui l’avversario della vera vita, Satana, il principe di questo mondo.

GITA PARROCCHIALE DEL PRIMO MAGGIO

La parrocchia, come ogni anno, organizza per la festa del primo maggio di S. Giuseppe Lavoratore una gita in una località della Sardegna. Quest’anno ci si recherà nel cuore dell’isola ed in particolare a Tascusì con la visita alla Chiesa della Madonna della Neve e celebrazione della S. Messa. Poi si farà tappa a Tonara con la possibilità di visitare un laboratorio di fabbricazione del torrone, prodotto tipico della località.
Per informazioni e iscrizioni recarsi in parrocchia ed in questa settimana contattare Suor Amelia.


6-10 APRILE: PELLEGRINAGGIO MEDJUGORJE

La parrocchia sarà in pellegrinaggio dal 6 al 10 aprile un pellegrinaggio a Medjugorje con voli diretti Alghero-Mostar-Alghero. Le informazioni complete si trovano sul programma scaricabile nella sezione "pellegrinaggi" cliccando qui.




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