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 Notizie - MAGGIO 2010

In questa sezione sono elencat tutte le news mensili relative alla parrocchia e al sito.
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-  SOLENNITA' SS. TRINITA'

Sassari
29/05/2010


+ SOLENNITA' SS. TRINITA' +

«MOLTE COSE HO ANCORA DA DIRVI, MA PER IL MOMENTO NON SIETE CAPACI DI PORTARNE IL PESO»

Giovanni 16,12
    

+ VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 16,12-15)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».


Celebrare la solennità della Trinità significa confessare la fede in un Dio che non è solitario, ma comunione di persone. Un Dio in relazione, un Dio amore. Già l’Antico Testamento ha un’intuizione in germe di questo mistero contemplando la Sapienza, di cui ci parla il libro dei Proverbi e altri testi sapienziali. Dall’eternità, fin dal principio e prima di ogni altra creatura, appartiene al mistero di Dio, collabora con lui nella creazione e pone le sue delizie tra gli uomini.

La rivelazione di Gesù, nel Nuovo Testamento, porta a compimento questa intuizione, manifestando che Dio, pur rimanendo Uno, ha un Figlio Unigenito e nella sua Pasqua ci dona lo Spirito. Il Paraclito ci guida nella verità, che per Giovanni è un nome di Gesù. Lo Spirito ci guida cioè nella verità di una relazione filiale con Dio, e ci annuncia ciò che è proprio di Gesù. Quello che appartiene a Gesù è la sua relazione filiale con il Padre, della quale lo Spirito ci rende partecipi. Non solo il Dio-Trinità è un Dio-comunione, ma è un Dio che, nella Pasqua del Figlio e nel dono dello Spirito, ci ospita nel suo mistero d’amore. Diveniamo anche noi una sola cosa, perché Lui dimora in noi e noi siamo in Lui.

IL MISTERO DELLA SS. TRINITA'

Il nostro Credo domenicale ha una storia che risale agli inizi del IV secolo. Ario, prete di Alessandria, sosteneva che il Figlio, seconda persona della Trinità, era un Dio inferiore al Padre, perché da questi generato. La Chiesa ha reagito contro questa dottrina contraria alla rivelazione; e lo dimostrano le voci dei grandi Padri di quel secolo. Atanasio di Alessandria, ha sofferto molti anni di esilio, a causa di imperatori di fede ariana. Lo stesso accadde ad Eusebio di Vercelli, Ilario di Poitiers. I celebri Padri della Cappadocia, Basilio, Gregorio di Nazianzo e Gregorio di Nissa, si sono impegnati con coraggio nella lotta contro gli eretici e le autorità che li sostenevano; e alla fine sono stati determinanti nel far trionfare la fede cattolica.
La prima reazione ufficiale della Chiesa è stato il concilio di Nicea (325), essendo papa Silvestro I e imperatore Costantino. Il concilio ha emanato una dichiarazione di fede che insegna come il Figlio, in quanto generato dal Padre, è Dio come il Padre, ed eterna è la sua generazione. Infatti è nell’ordine delle cose che colui che è generato abbia la stessa natura di chi lo genera. Lo sottolinea San Basilio polemizzando con gli ariani: «Ho detto: "Fu generato", non per affermare che l’Unigenito fu generato nel tempo. La tua mente non cammini nel vuoto, pensando all’esistenza di secoli anteriori al Figlio».
Nel 381, il I concilio di Costantinopoli, ha redatto quella formula che recitiamo noi, detta "Credo Niceno-Costantinopolitano". In esso professiamo anche la divinità dello Spirito Santo il quale, dichiara Gregorio Nazianzeno, «in quanto procede dal Padre, non è una creatura; in quanto non è generato, non è il Figlio; in quanto intermediario tra l’ingenerato e il generato, è Dio». Questa è la fede trasmessaci dai Padri.


SABATO 29 E DOMENICA 30 NON SI CELEBRA LA S. MESSA DELLE 18

SABATO 29 IN OCCASIONE DELL'AMMINISTRAZIONE DEL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE CELEBRATO DALL'ARCIVESCOVO MONS. ATZEI, NON SI CELEBRA LA S. MESSA DELLE 18.
DOMENICA 30 IN OCCASIONE DELLA FESTA DEL VOTO DELLA CITTA' DI SASSARI ALLA B.V. DELLE GRAZIE, NON SI CELEBRA IN PARROCCHIA LA S. MESSA DELLE 18 (APPUNTAMENTO IN CATTEDRALE).


GIOVEDI' 3 GIUGNO - S. MESSA COI TRAPIANTATI E I DONATORI DI ORGANI

Sarà celebrata in parrocchia la S. Messa alle ore 19:00 per i trapiantati e i donatori di organi e gli operatori medico-sanitari




-  PENTECOSTE

Sassari
22/05/2010


+ SOLENNITA' DI PENTECOSTE +

«LO SPIRITO SANTO CHE IL PADRE MANDERA' NEL MIO NOME, LUI VI INSEGNERA' OGNI COSA»

Giovanni 14,26
    

+ VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 14,15-16.23-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».


Lo Spirito Santo manifesta la presenza di Dio che sola può operare il profondo mutamento del cuore dell’uomo. Il germe di salvezza, che Dio aveva posto nel popolo d’Israele con l’antica alleanza, per mezzo dello Spirito Santo si diffonde nel mondo intero. Nel Cenacolo, nuovo Sinai, Dio realizza la nuova ed eterna alleanza aperta a tutti gli uomini di ogni razza e di ogni lingua. La carne divide; lo Spirito unifica. La nostra cultura, le nostre tradizioni, le nostre verità, senza l’azione dello Spirito possono diventare motivo di divisione. È lo Spirito di Dio che, pur nella diversità, ci rende accoglienti gli uni verso gli altri nella carità di Cristo. «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito (Consolatore) egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

SEQUENZA ALLO SPIRITO

Vieni, Santo Spirito, / manda a noi dal cielo / un raggio della tua luce. / Vieni, padre dei poveri, / vieni, datore dei doni, / vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto, / ospite dolce dell'anima, / dolcissimo sollievo. / Nella fatica, riposo, / nella calura, riparo, / nel pianto conforto.

O luce beatissima, / invadi nell'intimo / il cuore dei tuoi fedeli. / Senza la tua forza, / nulla è nell'uomo, / nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido, / bagna ciò che è arido, / sana ciò che sanguina. / Piega ciò che è rigido, / scalda ciò che è gelido, / drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli, / che solo in te confidano, / i tuoi santi doni. / Dona virtù e premio, / dona morte santa, / dona gioia eterna.




-  ASCENSIONE DEL SIGNORE

Sassari
15/05/2010


+ SOLENNITA' DELL'ASCENSIONE DEL SIGNORE +

«NEL SUO NOME SARANNO PREDICATI A TUTTI I POPOLI LA CONVERSIONE E IL PERDONO DEI PECCATI»

Luca 24,47
    

+ VANGELO SECONDO LUCA (Lc 24,46-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.


Il compimento del piano di Dio contenuto nelle Scritture non è solo che Gesù sia morto e risorto, ma che nel suo nome sono annunciati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati. Risorgendo, Gesù entra in una vita nuova, che non è la semplice ripresa della sua vita storica. Ora è in piena comunione con il Padre, dalle cui mani riceve la signoria su ogni realtà. Il Risorto non si allontana dalla terra né si separa dalla storia; ne diviene il Signore, rimanendo presente in essa con la sua regalità, che continua a manifestarsi nel suo essere servo fino al dono di se stesso.

L’ascensione, anzi, rappresenta l’universalizzazione della sua signoria e del suo servizio. Ora Egli è davvero il servo di tutti. Dà la vita al mondo intero. Questo dono di sé che sostiene il mondo, Luca lo descrive con il gesto di benedizione che, salendo al cielo, Gesù impartisce sui discepoli. Mentre la benedizione scende su di loro riempie il cielo: si irradia in tutto il tempo e in tutto lo spazio. I discepoli si sentono perciò inviati ad annunciarla, perché tutti possano riconoscerla e accoglierla.

44a GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

IL SACERDOTE E LA PASTORALE
I nuovi media al servizio della Parola


Diceva il noto teologo Karl Barth che il buon predicatore odierno deve tenere in una mano la Bibbia e nell’altra il giornale. Questa duplice attenzione ad un passato fondante e ad un presente incalzante è anche il tema che caratterizza la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebra oggi. La cosa alquanto inusuale è che, come Karl Barth, papa Benedetto quest’anno non si rivolge ai professionisti della comunicazione ma ai sacerdoti e agli operatori pastorali. Questo perché la Chiesa universale sta vivendo l’Anno Sacerdotale ed è ancora viva la risonanza del Sinodo sulla Parola di Dio.
La nuova cultura digitale offre ai preti e agli operatori pastorali una grande ricchezza di dati e contenuti che prima erano di difficile accesso. Con le sue reti telematiche fatte di testi, ipertesti, suoni e immagini facilita forme di collaborazione, di crescita e di comunione impensabili nel passato.
Da una recente ricerca, commissionata dall’Associazione webmaster cattolici italiani all’Università di Perugia, si apprende che in Italia l’85,7% delle parrocchie ha uno o più computer e il 70% ha una connessione Internet. E, se la quasi totalità dei sacerdoti usa Internet soprattutto per ricercare materiale pastorale, molti (67,6%) usano la rete per svolgere attività pastorali e di catechesi.
Tuttavia, se da un lato l’accesso ai nuovi media sembra ormai un dato acquisito, dall’altro manca ancora l’operatore pastorale preparato che sa indicare la strada da percorrere per trasformare gli strumenti digitali in aiuti efficaci per l’evangelizzazione. Competenza professionale e spirito apostolico restano i due poli ai quali il sacerdote deve guardare per inserire efficacemente la sua voce tra le mille altre voci presenti nell’arena mediale.




-  VIa DOMENICA DI PASQUA

Sassari
08/05/2010


+ VIa DOMENICA DI PASQUA +

«NON SIA TURBATO IL VOSTRO CUORE E NON ABBIA TIMORE»

Giovanni 14,27
    

+ VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 14,23-29)

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».


Nella liturgia di oggi notiamo come il Signore prima di salire al cielo, ci lascia la sua parola e la sua pace. Si illumina così l’invito alla fiducia: «Non sia turbato il vostro cuore e non abbiate timore». Chi ama Gesù, conserva nel proprio cuore la Parola, ascoltandola con amore e realizzandola nel tessuto della vita quotidiana. È allora che Gesù e il Padre vengono ad abitare in noi. E la comunione è perfetta, perché Cristo Consolatore ci dona lo Spirito Paraclito, il quale non solo insegna la Parola, ma fa ricordare ad ognuno di noi, tutto ciò che Gesù ci ha detto e lasciato (Vangelo).

La certezza che Egli abita in noi, ha condotto la Chiesa delle origini, riunita nel concilio di Gerusalemme alla decisione: i pagani convertiti al cristianesimo non sono obbligati alle osservanze giudaiche, poiché la fede in Cristo contiene la salvezza totale e definitiva (Prima Lettura - At 15,1-2.22-29). Quello stesso Spirito ha ispirato la Chiesa ad accogliere la novità del cristianesimo. Nella Seconda Lettura (Ap 21,10-14.22-23) è l’angelo dell’Apocalisse che esorta i credenti pellegrini nella storia, a contemplare la nuova Gerusalemme risplendente di gloria e già adorna come una sposa per il suo Sposo.

"GIOchi A...??" SABATO 15 MAGGIO ORE 15:00 - CAMPETTO S. PIO X

Il Gruppo Giovanissimi organizza la prima giornata dedicata all'undicesimo comandamento: LA GIOIA!!
Sono invitati tutti i ragazzi delle medie.
"Cristo ha bisogno della vostra giovinezza e del vostro entusiasmo per far echeggiare il suo annuncio di Gioia nel nuovo millennio!!"
(Giovanni Paolo II)




-  Va DOMENICA DI PASQUA

Sassari
01/05/2010


+ Va DOMENICA DI PASQUA +

«COME IO HO AMATO VOI, COSI' AMATEVI ANCHE VOI GLI UNI GLI ALTRI»

Giovanni 13,34
    

+ VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 13,31-33a.34-35)

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».


LA misura dell’amore è Cristo. La Liturgia di oggi si presenta all’insegna della novità pasquale: comandamento nuovo; visione nuova del dolore e della tribolazione, in cui ogni lacrima sarà tersa dagli occhi dei redenti, poiché il Padre che siede sul trono eterno rende "nuove tutte le cose". Il Vangelo narra la glorificazione di Gesù avvenuta nella sua passione, morte e risurrezione. Ricolmo dell’autorevolezza di aver amato sino alla fine, ora Gesù annuncia il comandamento nuovo: «Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati».

Questa è la verità del comandamento ultimo e definitivo: l’amore per gli altri vissuto secondo la forma e lo stile con cui Gesù ha amato i suoi. La Prima Lettura (At 14, 21-27) ricorda che se i cristiani saranno capaci di vivere questo amore senza misura né condizioni, affronteranno sofferenze e persecuzioni non come punizione divina, ma quale porta di ingresso nel Regno eterno. In questa luce Paolo e Bàrnaba esortano i credenti a restare saldi nella fede, confidando nell’aiuto del Signore glorioso. L’Apocalisse (Seconda Lettura - Ap 21,1-5) contempla la Città santa del cielo, quale sposa adorna per le nozze con il suo Sposo, negli splendori della beatitudine senza fine.

IL SIGNIFICATO DEL PRIMO INCONTRO CON GESU'

La Prima Comunione, da sempre è un sacramento atteso, curato, preparato dai piccoli e dagli adulti, ma sempre più con sfaccettature, prospettive diverse. Da una parte abbiamo i protagonisti che sono i ragazzi pieni di stupore, in attesa per completare quella parte della Messa che li esclude dai compagni o dal resto dell’assemblea; dall’altra abbiamo i genitori, in parte consapevoli del valore del sacramento e in parte ansiosi di sbrigare una faccenda quasi burocratica; infine abbiamo i catechisti, i sacerdoti e la comunità che fanno da accompagnatori.
Cos’è veramente la Comunione? Innanzitutto è un sacramento, è l’incontro con Gesù nel pane e nel vino, corpo e sangue versato per noi; è quel sacramento che dovrebbe rivoluzionare la nostra vita, la nostra settimana, le nostre giornate; quel sacramento che ci rende cristiani nuovi e che ci permette di entrare in Chiesa per amare Dio e uscire per amare gli uomini. Non è facile farlo comprendere ai piccoli, ma ancor più alle famiglie, ma ciò è necessario per vivere il vero significato di questo sacramento.
Una preparazione che ogni anno deve coinvolgere tutta la comunità, nella gioiosa attesa di quell’incontro personale con Gesù, che ci pone di fronte le nostre fragilità e i nostri pregi; la bellezza di saper ringraziare e soprattutto perdonare.
La preparazione è una componente fondamentale, la chiave perché la Prima Comunione non sia la fine di una tappa cristiana, ma l’inizio di una nuova.




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