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 Notizie - FEBBRAIO 2009

In questa sezione sono elencat tutte le news mensili relative alla parrocchia e al sito.
Dal men a destra selezioni il mese che vuoi vedere.



-  Ia DOM. QUARESIMA

Sassari
28/02/2009


Ia DOMENICA DI QUARESIMA

«CONVERTITEVI E CREDETE NEL VANGELO»

Marco 1,15
    

VANGELO SECONDO MARCO (Mc 1,12-15) In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».


Perché Gesù viene spinto nel deserto?

  • Primo: Gesù, Dio fatto Uomo, vive come noi l’esperienza della prova e della libertà esigente.

  • Secondo: la Scrittura ci dice che il Male va preso sul serio, è una realtà insidiosa contro la quale bisogna combattere.

  • Terzo: la predicazione di Gesù inizia quando il tempo è compiuto, dopo un’esperienza di penitenza, di concentrazione di tutte le energie e di speciale vicinanza al Padre.

Il deserto è un luogo carico di significati e percorre tutta la storia della spiritualità nelle sue diverse forme. Luogo estremo, luogo di solitudine, di fatica e di silenzio dove può risuonare più forte la chiamata di Dio, ma dove c’è anche il pericolo di allontanarsi da Lui.

La tentazione è provvidenziale quando permette di purificare in noi l’immagine di Dio, quella dell’uomo e il loro rapporto. Io stabilisco la mia alleanza con voi, voi convertitevi e credete. Nel deserto Gesù fa esperienza della lontananza e della vicinanza al Padre e si consegna a lui come farà dall’alto della Croce per la nostra salvezza.

Ricordiamoci ancor più in questo perioso di aiutare i più bisognosi con i mezzi che abbiamo a disposizione. Per esempio in parrocchia con le ADOZIONI A DISTANZA, la SPESA PER I POVERI e le OFFERTE PER LE MISSIONI.



INIZIO DELLA QUARESIMA

Con mercoledì 25 febbraio inizia il Sacro tempo della Quaresima, fondamentale periodo dell’anno liturgico per convertirci e credere alla Buona Novella.
Ecco cosa la Chiesa precetta ai suoi fedeli per vivere meglio questo tempo di riflessione e di riscoperta della fede:
  • ASTINENZA E DIGIUNO: Mercoledì delle Ceneri e Venerdì Santo

  • ASTINENZA DALLE CARNI: ogni venerdì di Quaresima

Per i dettegli degli orari e tutti gli appuntamenti, visitate la sezione Appuntamenti.


PELLEGRINAGGI 2009 - ROMA & MEDJUGORJE

Come consuetudine, a Natale, annunciamo i pellegrinaggi dell’anno successivo: dal 21 al 25 giugno ROMA, in occasione della chiusura dell’Anno Paolino; dal 1 all’8 luglio MEDJUGORJE-CASCIA-LORETO-ASSISI.
Per visionare i programmi dettagliati potete recarvi in parrocchia e richiederne una copia oppure scaricarla alla sezione Pellegrinaggi cliccando quì.




-  MERCOLEDI’ DELLE CENERI

Sassari
25/02/2009


MERCOLEDI’ DELLE CENERI

«IL PADRE TUO, CHE VEDE NEL SEGRETO, TI RICOMPENSERA’»

Matteo 6,18
    

VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 6,1-6.16-18) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà".


Perché Gesù viene spinto nel deserto?

  • Primo: Gesù, Dio fatto Uomo, vive come noi l’esperienza della prova e della libertà esigente.

  • Secondo: la Scrittura ci dice che il Male va preso sul serio, è una realtà insidiosa contro la quale bisogna combattere.

  • Terzo: la predicazione di Gesù inizia quando il tempo è compiuto, dopo un’esperienza di penitenza, di concentrazione di tutte le energie e di speciale vicinanza al Padre.

Il deserto è un luogo carico di significati e percorre tutta la storia della spiritualità nelle sue diverse forme. Luogo estremo, luogo di solitudine, di fatica e di silenzio dove può risuonare più forte la chiamata di Dio, ma dove c’è anche il pericolo di allontanarsi da Lui.

La tentazione è provvidenziale quando permette di purificare in noi l’immagine di Dio, quella dell’uomo e il loro rapporto. Io stabilisco la mia alleanza con voi, voi convertitevi e credete. Nel deserto Gesù fa esperienza della lontananza e della vicinanza al Padre e si consegna a lui come farà dall’alto della Croce per la nostra salvezza.



INIZIO DELLA QUARESIMA

Con mercoledì 25 febbraio inizia il Sacro tempo della Quaresima, fondamentale periodo dell’anno liturgico per convertirci e credere alla Buona Novella.
Ecco cosa la Chiesa precetta ai suoi fedeli per vivere meglio questo tempo di riflessione e di riscoperta della fede:
  • ASTINENZA E DIGIUNO: Mercoledì delle Ceneri e Venerdì Santo

  • ASTINENZA DALLE CARNI: ogni venerdì di Quaresima

Per i dettegli degli orari e tutti gli appuntamenti, visitate la sezione Appuntamenti.


PELLEGRINAGGI 2009 - ROMA & MEDJUGORJE

Come consuetudine, a Natale, annunciamo i pellegrinaggi dell’anno successivo: dal 21 al 25 giugno ROMA, in occasione della chiusura dell’Anno Paolino; dal 1 all’8 luglio MEDJUGORJE-CASCIA-LORETO-ASSISI.
Per visionare i programmi dettagliati potete recarvi in parrocchia e richiederne una copia oppure scaricarla alla sezione Pellegrinaggi cliccando quì.




-  VIIa DOM. T. ORDINARIO

Sassari
22/02/2009


VIIa DOMENICA TEMPO ORDINARIO

«FIGLIO, TI SONO PERDONATI I PECCATI»

Marco 2,5
    

VANGELO SECONDO MARCO (Mc 2,1-12) Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te disse al paralitico : àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».


La guarigione del paralitico di Cafarnao evidenzia la necessità che l’uomo ha di esser perdonato da Dio per vivere con dignità. Il paralitico, condotto a Gesù da quattro persone, in quanto impedito di muoversi con le proprie forze, diventa l’immagine dell’uomo soggiogato dal male che lo paralizza: incapace di camminare secondo il Vangelo, di contemplare il Cielo, di aprirsi al prossimo, di intessere relazioni di amicizia. Ciò significa che Gesù, Figlio di Dio, non chiude il cerchio attorno a sé, bensì attira ed accoglie ogni persona.

Con la dichiarazione: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati», Gesù dimostra che egli ha il potere di rimettere i peccati. Il Vangelo vuol celebrare la signoria di Cristo sul male. Evento già prefigurato dalla Prima Lettura (Is 43,18-19.21-22.24b-25). Dio, dimenticando i peccati del passato, realizzerà un’opera inaudita: piegherà il popolo perché dal deserto torni a lui.

La Seconda Lettura (2 Cor 1,18-22) narra che Cristo ha attuato tutte le promesse antiche e ha impresso in noi il sigillo dello Spirito, segno dell’avvenuta riconciliazione e della vita restituita agli uomini. Bisogna accalcarsi attorno a Gesù per esser liberati dai ceppi che ci avvolgono come in una morsa mortale.



25 FEBBRAIO - MERCOLEDI’ DELLE CENERI, INIZIO DELLA QUARESIMA

Con mercoledì 25 febbraio inizia il Sacro tempo della Quaresima, fondamentale periodo dell’anno liturgico per convertirci e credere alla Buona Novella.
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PELLEGRINAGGI 2009 - ROMA & MEDJUGORJE

Come consuetudine, a Natale, annunciamo i pellegrinaggi dell’anno successivo: dal 21 al 25 giugno ROMA, in occasione della chiusura dell’Anno Paolino; dal 1 all’8 luglio MEDJUGORJE-CASCIA-LORETO-ASSISI.
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-  VIa DOMENICA T. ORDINARIO

Sassari
15/02/2009


VIa DOMENICA TEMPO ORDINARIO

«LO VOGLIO, SII PURIFICATO!»

Marco 1,41
    

VANGELO SECONDO MARCO (Mc 1,40-45) In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.


Nelle Letture di oggi sembra affiorare un evidente contrasto. Il lebbroso, stando alla Prima Lettura (Lv 13,1-2.44-46), è uno "scomunicato", ossia un malato emarginato dalla sfera religiosa e sociale. Nel Vangelo,E gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Gesù ne ebbe compassione e gli disse: «Lo voglio, sii purificato». invece, proprio un lebbroso ha l’ardire di avvicinare Gesù, che lo accoglie esaudendo la sua richiesta di guarigione. Nel guarirlo, lo "salva integralmente": restituisce al malato la vita del corpo e dello spirito, gli ridona la dignità di persona umana, lo reintegra nella società.

Molteplici gli insegnamenti:

  • Il lebbroso è salvato andando verso Gesù. Il credente, essere precario, solo rivolgendosi al Signore ottiene il suo aiuto.

  • La lebbra è segno del limite umano e del peccato: il male si combatte accostandoci ai sacramenti, che sono i nuovi miracoli, con i quali il Signore guarisce le nostre malattie.

  • Bisogna farsi discepoli come il lebbroso guarito, che, dopo l’offerta versata al sacerdote in quanto testimone dell’avvenuta guarigione, divulga la notizia perché altri, come lui, possano riacquistare la salute. Da qui l’importanza di nutrire una fiducia illimitata nel Signore che si «muove a compassione» di tutti; e poi l’invito a «guarire i lebbrosi e a cacciare i demoni» (Mt 10,8).


La Seconda Lettura (1Cor 10,31 11,1) esorta a cercare la gloria di Dio collaborando con disinteresse alla salvezza di tutti.



PELLEGRINAGGI 2009 - ROMA & MEDJUGORJE

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-  Va DOM. T. ORDINARIO e FESTA MADONNA DI LOURDES

Sassari
07/02/2009


Va DOMENICA TEMPO ORDINARIO

«TUTTI TI CERCANO!»

Marco 1,37
    

VANGELO SECONDO MARCO (Mc 1,29-39)
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.


Giobbe descrive la vita dell’uomo come un duro lavoro, mesi di illusione, notti di dolore; Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, portavano a Gesù tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta.la vita, inoltre, è un soffio, dove tutto scorre velocemente, fuggendo senza speranza (Prima Lettura - Gb 7,1-4.6-7). Poiché questa è la sorte comune, dalla quale non c’è nessuno che non voglia uscire, si comprende la verità dell’anelito espresso nelle parole di Pietro: «Tutti ti cercano», comprovato dal fatto che portavano a Gesù tutti i malati e gli indemoniati e che tutta la città lo attendeva. Da parte sua, Gesù conferma che la sua missione è quella di sollevare l’uomo dalla sua triste condizione; egli stesso vuole che tutti lo sappiano e che tutti partecipino alla grazia della liberazione dal Maligno, nemico dell’uomo.

In questo desiderio dell’umanità di avvicinarsi a Gesù si inserisce la mediazione della Chiesa, rappresentata da Pietro e dagli apostoli: sono loro che trovano Gesù e che gli presentano le nostre necessità (Vangelo). L’Apostolo Paolo è ben consapevole di questo suo ruolo a favore dei fratelli. Predicare il Vangelo, ossia annunziare a tutti la salvezza in Gesù, è un incarico che gli è stato affidato e che lo costituisce servo di tutti (Seconda Lettura - 1Cor 9,16-19,22-23).


FESTA MADONNA DI LOURDES
17ma GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

Oggigiorno, grazie alle migliorate condizioni economiche e ai progressi della medicina è stato fatto molto per la tutela della salute, almeno nei paesi occidentali; si pensi, ad esempio, alla riduzione della mortalità materno-infantile nel parto e nel puerperio, alla pratica della vaccinazione e al controllo di tante malattie infettive. Anche in forza di ciò, si tende a considerare la salute fisica come qualcosa di scontato o di ottenibile in forza delle conoscenze scientifiche e dei nostri desideri e non si guarda ad essa come a un dono prezioso da conservare e da valorizzare.
Tanti giovani minano la loro salute con l’assunzione di alcol e droghe o con stili di vita, alimentazione e comportamenti «a rischio». C’è un ricorso eccessivo alla chirurgia estetica e una ricerca del corpo perfetto, che tende a isolare e ad eliminare i fragili e i disabili.
Educare alla salute e alla vita significa educare al rispetto della dignità della persona umana che vale per se stessa e non è caratterizzata solo dalle sue capacità, ma anche dalla sua vulnerabilità, dal suo limite e dalla sua apertura alla reciprocità e al dono di sé.
La vera salute non è l’assenza di problemi fisici o psichici ma è l’equilibrio armonico della persona che cerca, con tutte le risorse e i limiti che ha, di donarsi e condividere con gli altri le gioie e le fatiche della vita.


Don Andrea Manto
Direttore Nazionale Ufficio per la pastorale della Sanità, CEI



MARTEDI’ 10 FEBBRAIO - I ANNIVERSARIO DON BAZZONI

Martedì 10 febbraio 2008 tornava alla Casa del Padre il parroco fondatore della nostra comunità parrocchiale di S. Pio X in Li Punti don Antonio Bazzoni. Ad un anno dalla sua morte, la parrocchia lo ricorderà secondo il seguente programma:

- ore 08:30 S. Messa;
- ore 10:00 al cimitero omaggio floreale alla sua tomba;
- ore 18:00 S. Messa celebrata da Mons. Antonio Loriga, vicario episcopale, e canti del Coro Parrocchiale;
- ore 19:00 Concerto diretto dal maestro Ciro Cau coi seguenti cori: Coro femminile Monteverdi, Polifonica Eleonora d’Arborea, Coro polifonico Francesco d’Assisi.


PELLEGRINAGGI 2009 - ROMA & MEDJUGORJE

Come consuetudine, a Natale, annunciamo i pellegrinaggi dell’anno successivo: dal 21 al 25 giugno ROMA, in occasione della chiusura dell’Anno Paolino; dal 1 all’8 luglio MEDJUGORJE-CASCIA-LORETO-ASSISI.
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-  IVa DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Sassari
01/02/2009


IVa DOMENICA TEMPO ORDINARIO

«COMANDA PERSINO AGLI SPIRITI IMPURI E GLI OBBEDISCONO!»

Marco 1,27
    

VANGELO SECONDO MARCO (Mc 1,21-28)
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.


È fuori dubbio che Dio ha cura delle cose create e in particolare dell’uomo. Proprio questo intendiamo quando diciamo: e Gesù gli ordinò severamente: «Taci, esci la lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando uscì da lui. "la divina Provvidenza". Un privilegio del popolo eletto era di essere ammaestrato da Dio attraverso un suo portavoce, chiamato profeta; grande fra tutti è Mosè, al quale succederanno altri personaggi famosi, chiamati appunto "profeti". Loro compito è di farci conoscere e osservare la volontà di Dio (Prima Lettura - Dt 18, 15-20).

L’evangelista Marco ci presenta Gesù come un maestro che insegna, ma che si contraddistingue dagli altri maestri, perché insegna con autorità, ossia unendo alle sue parole anche il potere, che si manifesta nella sottomissione degli spiriti immondi, ossia del demonio, che viene scacciato dall’uomo, libero ora di fare ciò che è degno e che lo tiene unito al Signore, senza distrazioni (Vangelo). È quanto Paolo poi ricorda ai cristiani di Corinto circa gli stati di vita. Per il credente in Cristo è possibile ogni stato di vita: importante è che rimanga unito nel Signore. La consacrazione a Dio è una "chiamata" e un "dono" per il Regno dei Cieli. Non è un merito. Ognuno risponda alla sua chiamata sia nel matrimonio che nella donazione totale al Signore.


31a GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA
"LA FORZA DELLA VITA NELLA SOFFERENZA"

La vita è fatta per la serenità e la gioia. Purtroppo può accadere, e di fatto accade, che sia segnata dalla sofferenza. Ciò può avvenire per tante cause. Si può soffrire per una malattia che colpisce il corpo o l’anima; per il distacco dalle persone che si amano; per la difficoltà a vivere in pace e con gioia in relazione con gli altri e con se stessi.
La sofferenza appartiene al mistero dell’uomo e resta in parte imperscrutabile: solo «per Cristo e in Cristo si illumina l’enigma del dolore e della morte» (GS 22). Se la sofferenza può essere alleviata, va senz’altro alleviata. In particolare, a chi è malato allo stadio terminale o è affetto da patologie particolarmente dolorose, vanno applicate con umanità e sapienza tutte le cure oggi possibili.
Chi soffre, poi, non va mai lasciato solo. L’amicizia, la compagnia, l’affetto sincero e solidale possono fare molto per rendere più sopportabile una condizione di sofferenza. Il nostro appello si rivolge in particolare ai parenti e agli amici dei sofferenti, a quanti si dedicano al volontariato, a chi in passato è stato egli stesso sofferente e sa che cosa significhi avere accanto qualcuno che fa compagnia, incoraggia e dà fiducia.
A soffrire, oggi, sono spesso molti anziani, dei quali i parenti più prossimi, per motivi di lavoro e di distanza o perché non possono assumere l’onere di un’assistenza continua, non sono in grado di prendersi adeguatamente cura. Accanto a loro, con competenza e dedizione, vi sono spesso persone giunte dall’estero. In molti casi il loro impegno è encomiabile e va oltre il semplice dovere professionale: a loro e a tutti quanti si spendono in questo servizio, vanno la nostra stima e il nostro apprezzamento.
Talune donne, spesso provate da un’esistenza infelice, vedono in una gravidanza inattesa esiti di insopportabile sofferenza. Quando la risposta è l’aborto, viene generata ulteriore sofferenza, che non solo distrugge la creatura che custodiscono in seno, ma provoca anche in loro un trauma, destinato a lasciare una ferita perenne. In realtà, al dolore non si risponde con altro dolore: anche in questo caso esistono soluzioni positive e aperte alla vita, come dimostra la lunga, generosa e lodevole esperienza promossa dall’associazionismo cattolico.
C’è, poi, chi vorrebbe rispondere a stati permanenti di sofferenza, reali o asseriti, reclamando forme più o meno esplicite di eutanasia. Vogliamo ribadire con serenità, ma anche con chiarezza, che si tratta di risposte false: la vita umana è un bene inviolabile e indisponibile, e non può mai essere legittimato e favorito l’abbandono delle cure, come pure ovviamente l’accanimento terapeutico, quando vengono meno ragionevoli prospettive di guarigione. La strada da percorrere è quella della ricerca, che ci spinge a moltiplicare gli sforzi per combattere e vincere le patologie anche le più difficili e a non abbandonare mai la speranza.
La via della sofferenza si fa meno impervia se diventiamo consapevoli che è Cristo, il solo giusto, a portare la sofferenza con noi. È un cammino impegnativo, che si fa praticabile se è sorretto e illuminato dalla fede: ciascuno di noi, quando è nella prova, può dire con San Paolo «sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne» (Col 1,24).
Quando il peso della vita ci appare intollerabile, viene in nostro soccorso la virtù della fortezza. È la virtù di chi non si abbandona allo sconforto: confida negli amici; dà alla propria vita un obiettivo e lo persegue con tenacia. È sorretta e consolidata da Gesù Cristo, sofferente sulla croce, a tu per tu con il mistero del dolore e della morte. Il suo trionfo il terzo giorno, nella risurrezione, ci dimostra che nessuna sofferenza, per quanto grave, può prevalere sulla forza dell’amore e della vita.

Roma, 7 ottobre 2008 Memoria della Beata Vergine del Rosario
CONSIGLIO EPISCOPALE PERMANENTE



AGGIORNATO FOTOALBUM!

E’ stato aggiornato il fotoalbum parrocchiale con le nuove foto della BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI 2009.
Il FotoAlbum conta ora 3.440 foto.


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