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 Notizie - APRILE 2006

In questa sezione sono elencat tutte le news mensili relative alla parrocchia e al sito.
Dal men a destra selezioni il mese che vuoi vedere.



-II DOMENICA DI PASQUA - DIVINA MISERICORDIA

Sassari
22/04/2006


In questa domenica, la seconda del Tempo di Pasqua, il Vangelo di Giovanni ci racconta il primo incontro tra gli Apostoli e il Signore Risorto, presentandosi così come Egli è in Paradiso e come così saranno i nostri corpi dopo la fine del mondo! Dalla lettura del brano ci si accorge che Gesù istituisce il Sacramento della Riconciliazione attraverso il mandato pronunciato ai discepoli presenti: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi». Questo sacramento coincide proprio con la festività della Divina Misericordia che fu introdotta da Papa Giovanni Paolo II.
Inoltre sempre nel brano è descritto il bellissimo incontro di Gesù con "l'incredulo" Tommaso.
Potete leggere i brani nella sezione "LITURGIA" e ascoltare l'omelia del parroco don Costantino nell'altra sezione de "la VOCE"



-AMPLIATA LA SEZIONE "PARROCCHIA"

Sassari
19/04/2006


Nella sezione "PARROCCHIA" sono state inserite le foto della chiesa (esterne e interne) e modificato il menù per rendere le pagine più accessibili e più veloci.
Inoltre da Pasqua è stata inserita la nuova sezione "LITURGIA", attraverso la quale si può visionare la Liturgia della Parola di ogni domenica o festività religiosa.



-CRISTO E'VERAMENTE RISORTO... ALLELUIA!!!

Sassari
16/04/2006


«Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto». Il Signore è veramente risorto, Alleluia!!! Con questa domenica inizia il Tempo Pasquale che terminerà il giorno di Pentecoste, mentre la domenica di Pasqua sarà estesa per otto giorni (Ottava di Pasqua) proprio per significare la grandezza del Mistero che si celebra.
La Parola di Dio ci riporta all'essenziale della nostra fede, l'angelo infatti dirà alle donne: "voi cercate Gesù di Nazaret, non è quì, è risorto!".
Un messaggio che continua a sconvolgere il mondo e che ci dona gioia e speranza. Noi cristiani dobbiamo essere testimoni di Gesù Risorto affinché il mondo creda e si salvi! Scarica l'omelia di oggi nella sezione "la VOCE" e visita la sezione "LITURGIA" per leggere le letture.
Tanti carissimi auguri di buona Pasqua!



-VEGLIA PASQUALE

Sassari
15/04/2006


Il giorno di oggi è caratterizzato dalla meditazione e dalla preghiera, che culmina nella "Veglia delle Veglie" del Sabato Santo che con i suoi riti e celebrazioni ci porterà alla Resurrezione di Cristo Nostro Signore! Stasera l'appuntamento è alle ore 22:30 in chiesa per la solenne celebrazione della Veglia Pasquale.
La nuova sezione "LITURGIA" presenta anche le tutte le 18 letture di stanotte includendo i Salmi e l'Epistola. A termine della veglia (intorno alle 02:00) sarà inserita on-line nella sezione "la VOCE" l'omelia del parroco don Costantino e domani ci sarà un suo pensiero sulla Santo avvenivento della Pasqua.



-VIA CRUCIS

Sassari
14/04/2006


Ieri Giovedì Santo, nella S. Messa Crismale celebrata in cattedrale dall'Arcivescovo Metropolita di Sassari, S.E. mons. Paolo Atzei, sono stati benedetti gli oli del Crismali. La sera invece si è celebrata dal parroco don Costantino la S. Messa in Cena Domini anche con la gradita presenza di don Luca Collu.

Oggi, VENERDI' SANTO, alle tre del pomeriggio ci riuniremo tutti in chiesa per il ricordo della morte di Gesù sulla croce e alla sera ripercorreremo i passi che portarono Egli stesso al Calvario, con la Via Crucis nel quartire.



-"DEUS CARITAS EST"

Sassari
12/04/2006


Da oggi è possibile scaricare dalla sezione "la VOCE" l'Enciclica del Santo Padre Benedetto XVI dal titolo "DEUS CARITAS EST". Il testo è disponibile in tre lingue (Latino, Italiano, Inglese) e in formato PDF.

Now it's possible to download from the page "la VOCE" the Encyclical Letter of the Holy Father Benedict XVI called "DEUS CARITAS EST" The text is available in three different languages (Latin, Italian, English), in the PDF format.



-DOMENICA DELLE PALME INIZIO SETTIMANA SANTA

Sassari
09/04/2006


Con questa domenica inizia ufficialmente la Settimana Santa in cui, come Chiesa pellegrina sulla Terra, vivremo il memoriale della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù! E' il momento culminante dell'amore di Dio! Lo vivremo attraverso l'ascolto della Sua Parola e tramite la liturgia ricca di segni soprattutto in questa settimana. Oggi, Domenica delle Palme, si riattua l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, preludio della sua Passione e Resurrezione! Come per tutta la Quaresima sul sito trovate tutti le "tappe" principali (Giovedì Santo, Venerdì Santo, Sabato Santo, Domenica di Resurrezione) della Settimana con aggiornamenti giornalieri sulle liturgie. Per l'intero Triduo Pasquale (dal 13/04 al 16/04) non si potranno prenotare S. Messe per i defunti.


PRIMA LETTURA
Isaia 50,4-7
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da iniziati, perché io sappia indirizzare allo sfiduciato una parola. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come gli iniziati. Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto confuso, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare deluso.


SECONDA LETTURA
Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Filippesi 2,6-11
Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.


VANGELO
Marco 14,1 - 15,47
Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di Gesù con inganno, per ucciderlo. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo». Gesù si trovava a Betania nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: «Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest'olio a più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei. Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un'opera buona; i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre. Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto». Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi sacerdoti, per consegnare loro Gesù. Quelli all'udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l'occasione opportuna per consegnarlo. Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua. Venuta la sera, egli giunse con i Dodici. Ora, mentre erano a mensa e mangiavano, Gesù disse: «In verità vi dico, uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l’altro: «Sono forse io?». Ed egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Prendete questo è il mio corpo». Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza, versato per molti. In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio». E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, poiché sta scritto: «Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse». Ma, dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea». Allora Pietro gli disse: «Anche se tutti saranno scandalizzati, io non lo sarò». Gesù gli disse: «In verità ti dico: proprio tu oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte». Ma egli con grande insistenza, diceva: «Se anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano anche tutti gli altri. Giunsero intanto a un podere chiamato Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu». Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un'ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. Ritornato li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne la terza volta e disse loro: «Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l’ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino». E subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno: "Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Allora gli si accostò dicendo: «Rabbi» e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono. Uno dei presenti, estratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e gli recise l'orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come contro un brigante, con spade e bastoni siete venuti a prendermi. Ogni giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e non mi avete arrestato. Si adempiano dunque le Scritture!». Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono. Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo. Allora condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del sommo sacerdote; e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. Intanto i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti attestavano il falso contro di lui e così le loro testimonianze non erano concordi. Ma alcuni si alzarono per testimoniare il falso contro di lui, dicendo: «Noi lo abbiamo udito mentre diceva: Io distruggerò questo tempio fatto da mani d'uomo e in tre giorni ne edificherò un altro non fatto da mani d'uomo». Ma nemmeno su questo punto la loro testimonianza era concorde. Allora il sommo sacerdote, levatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?». Gesù rispose: «Io lo sono! E vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo». Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte. Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli il volto, a schiaffeggiarlo e a dirgli: «Indovina». I servi intanto lo percuotevano. Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò: «Non so e non capisco quello che vuoi dire». Uscì quindi fuori del cortile e il gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è di quelli». Ma egli negò di nuovo. Dopo un poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: «Tui sei certo di quelli, perché sei Galileo». Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo che voi dite». Per la seconda volta un gallò cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: "Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte". E scoppiò in pianto. Al mattino i sommi sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo condussero e lo consegnarono a Pilato. Allora Pilato prese a interrogarlo: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I sommi sacerdoti frattanto gli muovevano molte accuse. Pilato lo interrogò di nuovo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, sicché Pilato ne restò meravigliato. Per la festa egli era solito rilasciare un carcerato a loro richiesta. Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio. La folla, accorsa, cominciò a chiedere ciò che sempre egli le concedeva. Allora Pilato rispose loro: «Volete che vi rilasci il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i sommi sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba. Pilato replicò: «Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Ma Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Allora essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora, e dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota, che significa luogo del cranio, e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. E l'iscrizione con il motivo della condanna diceva: Il re dei Giudei. Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra. Ha salvato altri, non può salvare se stesso! I passanti lo insultavano e, scuotendo il capo, esclamavano: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Ugualmente anche i sommi sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano: «Ha salvato altri, non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano. Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: «Eloì, Eloì, lamà sabactani?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

Quì ci si genuflette e si fà una breve pausa si silenzio.

Il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto in basso. Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente questo uomo era Figlio di Dio!». C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Joses, e Salome, che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme. Giuseppe fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato, per chiedere il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto, e chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro. Intanto Maria di Magdala e Maria madre di Joses stavano ad osservare dove veniva deposto.



-LE "QUARANTORE" DI ADORAZIONE

Sassari
07/04/2006


Da due giorni nella nostra parrocchia si stanno svolgendo le cosi definite "Quarantore", chiamate proprio così perché prima si adorava il Santissimo per quaranta ore. Oggigiorno le ore sono cambiate, quindi è più corretto definirla Adorazione prolungata; però è mutato solo il nome, non l'importante significato che questo momento assume. Infatti durante l'esposizione ogni fedele ha la possibilità di stare intimamente con Gesù (presente nell'Eucaristia). Inoltre, a ridosso della Pasqua, è essenziale avere la possibilità essere di fronte a Lui per accostarci al Mistero per "eccelenza", quindi invitiamo tutti a dedicare un momento particolare all'adorazione personale del Santissimo, che nella nostra parrocchia sarà esposto anche venerdì 7 al mattino dalle 09:00 alle 12:00 e alla sera dalle 16:30 alle 18:00.



-AGGIORNATE LE INTEZIONI

Sassari
04/04/2006


Sono state aggiornate le intenzioni del corrente mese di Aprile. Al momento ci sono 18 SS. Messe disponibili. Per sapere gli orari e nell'eventualità di prenotare l'intenzione consultate l'apposita sezione "INTENZIONI". E' un sistema semplice e innovativo che consente di prenotare direttamente on-line e in qualsiasi momento le S. Messe in memoria dei defunti.



-V DOMENICA DI QUARESIMA

Sassari
02/04/2006


Nel Vangelo di questa quinta domenica di Quaresima tratto dal brano dell'evangelista Giovanni emerge una frase molto bella e significativa pronunciata da alcuni Greci che si trovavano a Betsaida di Galilea e rivolta a Filippo: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Una frase che possiamo ricollegare con domenica scorsa, quando l'invito principale delle letture era quello di chiedere il perdono a Dio attraverso il Sacramento della Riconciliazione. Infatti, dopo aver ricevuto la Grazia e la Misericordia del Padre, dobbiamo anche noi (come quei Greci) avere il desiderio di voler vedere Gesu. Ma com'è possibile? Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Ricordiamo anche una persona che ha fatto conoscere al mondo come seguire Gesù nella gioia e nella sofferenza, il Santo Padre Giovanni Paolo II che proprio oggi un anno fà, alle ore 21:37 ritornò alla casa del Padre.

PRIMA LETTURA
Geremia 31,31-34
«Ecco verranno giorni - dice il Signore - nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. Non come l'alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d'Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro Signore. Questa sarà l'alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato».


SECONDA LETTURA
Dalla lettera agli Ebrei 5,7-9
Cristo, nei giorni della sua vita terrena offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà. Pur essendo Figlio, imparò l'obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.


VANGELO
Giovanni 12,20-33
In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c'erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, e gli chiesero: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose: «È giunta l'ora che sia glorificato il Figlio dell'uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. Ora l'anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest'ora? Ma per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L'ho glorificato e di nuovo lo glorificherò!». La folla che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Rispose Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io, quando sarà elevato da terra, attirerò tutti a me». Questo diceva per indicare di qual morte doveva morire.



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